Anno 4 - Numero 7 - sett. / nov. 2009 - Periodico di AGC Onlus - Reg. Trib. Milano n.543 del 08 luglio 2005
 
     

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  EDITORIALE


I nuovi impegni di Limen



Per consentire una morte serena e una dignitosa traiettoria di fine vita - uno degli scopi essenziali della Medicina secondo Daniel Callahan - occorre che gli operatori siano adeguatamente formati. Fino a qualche anno or sono, in Italia, lo erano, poco e male, soltanto limitatamente all'oncologia. Consapevole di questo imperativo, AGC ha permesso, prima e unica in Italia, che fosse messo a punto e sperimentato un modello formativo efficace per quello scopo e in grado di funzionare anche in situazioni patologiche diverse dal cancro.

Il risultato è una prassi formativa che incide su tutti i livelli dell'agire assistenziale nel campo delle cure di fine vita: la comunicazione,l'etica e la gestione dei sintomi. Una prassi formativa che è stata sperimentata con successo da AGC Onlus su parecchie centinaia di medici e altrettanti e forse più infermieri provenienti da tutta Italia.

Sono proprio le esperienze formative maturate con il supporto di AGC che consentono oggi al vertice del personale del nuovo hospice Il Tulipano della A.O. Niguarda Ca Granda di mettere finalmente in pratica quel modello.

Ma il modello e la prassi formativi non sono completi, perché l'assistenza alla fine della vita non è "puntuale", non viene erogata in un solo luogo. Dallo studio ISDOC di Massimo Costantini, che lo stesso Autore descrive in questo numero di Limen, sappiamo che le esigenze del morire sono ovunque insoddisfatte, negli ospedali, nei pronto-soccorsi, nelle RSA, a casa del malato e, spesso, perfino negli hospice.

Quella che si sta faticosamente costruendo nel mondo (e ancor più faticosamente nel nostro paese) è un'assistenza fondata su vere e proprie Reti per le cure di fine vita. Ma tali reti devono essere gestite con abilità e competenza in ogni singolo nodo. Occorre, cioè, che la formazione sia portata ovunque siano presenti persone che muoiono e che sia uniformemente ispirata al medesimo paradigma già messo a punto con successo grazie al contributo di AGC. Dall'internista alla badante, dal medico di base all'infermiera di RSA, tutti devono avere la medesima competenza tecnica, etica e comunicazionale.

Tale paradigma, tuttavia, per essere vivo e applicabile, deve "uscire" dalla nicchia di eccellenza in cui si trova, cioè da hospice come Il Tulipano di Niguarda o la S.C. di Cure Palliative di Biella (per non citarne che due già note ai nostri lettori), per essere esteso agli operatori attivi negli altri nodi della rete che all'hospice fa riferimento: il reparto di Medicina Interna o di Oncologia, il pronto soccorso, l'RSA e gli ambulatori di medicina di base del bacino d'utenza di queste strutture.

Soltanto il 15% dei pazienti ricoverati in hospice sono affetti da malattie diverse dal cancro. In altre parole, resta ancora aperta la sfida per consentire ai malati non oncologici di accedere alle cure palliative alla fine della vita. Una sfida che si vince sul terreno della formazione, soprattutto del personale operante nei luoghi di provenienza di quei malati, l'ospedale, il pronto soccorso, la medicina di base, le residenze per anziani. Dunque, ecco chiuso il cerchio.

Per costruire una rete che sia davvero in grado di portare le cure palliative di fine vita a tutti i malati terminali, di qualsivoglia patologia essi soffrano e i qualunque luogo essi si trovino, il modello sperimentale rappresentato, per continuare con il nostro esempio, da Il Tulipano deve essere esteso e messo in pratica in tutte le realtà cliniche e, al tempo stesso, portato a conoscenza di tutti i soggetti potenzialmente interessati, fino ad abbracciare il grande pubblico.

Ciò che la rivista Limen sta cercando di fare, insieme ai suoi lettori, è, da un lato di contribuire alla diffusione del dibattito sui temi suddetti fornendo un supporto culturale e di aggiornamento agli operatori impegnati su questo terreno e, dall'altro, di rendere conto delle esperienze cliniche, etiche e culturali realizzate nelle realtà di cure di fine vita dove più intenso è oggi il lavoro di ricerca sul campo.

È con questo duplice impegno che, dopo aver introdotto nello scorso numero la nuova rubrica di Mariolina Congedo dedicata alle Cochrane Systematic Review, inizia da questo numero la pubblicazione di una serie di Dossier sul tema Riusciremo a morire in pace? che fu oggetto di un Convegno nazionale promosso da AGC lo scorso anno. Infine, per completare l'elenco delle novità, vi segnaliamo la nuova rubrica Arte terapia nella quale Emma Vitti svela i "segreti" di una attività che è parte integrante di un modello di eccellenza per le cure di fine vita.





AGC Onlus Associazione Gilberto Cominetta
per la formazione degli operatori sanitari nelle Cure Palliative in Neurologia.
Via Mascheroni n.27 - 20145 Milano - Tel. 02.4983401 - Fax 02.36504066
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